RIPRENDIAMOCI LA RAI- A Venezia l'iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa, del Sindacato giornalisti Rai, insieme alla Slc-Cgil | Stampa |

(30.1.2012) Nella splendida cornice delle Sale Apollinee della Fenice la SLC-Cgil e il sindacato dei giornalisti fa arrivare a Venezia la serie di tavole rotonde che si stanno tenendo in tutta Italia sulla situazione della RAI. L'appuntamento veneziano di "Riprendiamoci la Rai, a difesa del servizio pubblico radiotelevisivo é per giovedi 2 febbraio alle ore 11. Il manifesto può essere firmato nel sito www.riprendiamocilarai.it . Nella pagina il manifesto di questa iniziativa nazionale A DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO
“L’informazione è come l’acqua, deve essere di tutti”

Vogliamo un servizio pubblico radiotelevisivo che:

garantisca il diritto fondamentale all’informazione e alla cultura, che persegua gli interessi dell’intera collettività, e non quelli di una parte;
parli di un’Italia vera, fatta di uomini e donne che ogni giorno si impegnano nella famiglia, nel lavoro, nella scuola;  che racconti i fatti senza enfatizzarli e non dia spazio alla morbosità di chi sta seduto a guardare;
creda nell’intelligenza del pubblico, nella sua capacità di riconoscere e premiare sempre la qualità di ciò che viene offerto;
abbia lo sguardo aperto sul mondo e una conoscenza approfondita dell’Italia delle regioni e delle città; che sappia cogliere e interpretare i segnali del cambiamento e farsi carico dei problemi della convivenza e dell’integrazione;
dia strumenti per comprendere e non abbia mai paura di mettere a confronto idee e valori; che favorisca il  dialogo tra le  generazioni;
sia fondato su una legge che nella scelta dei vertici dell’azienda dia più spazio alla società civile e impedisca le spartizioni dei partiti;
abbia giornalisti, autori, programmisti “con la schiena dritta”, che raccontino i fatti con parole proprie, mai sotto dettatura di altri, consapevoli di dover rendere conto a tutti, oltre che alla propria coscienza;
sappia sviluppare modelli editoriali originali e propri, senza inseguire le logiche della tv commerciale;sia laboratorio di sperimentazione e di innovazione nelle nuove e diverse forme di comunicazione.
Un servizio pubblico gestito senza sprechi, che possa contare su risorse certe e adeguate ai compiti che deve assolvere.