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(20.1.2012) Vertenza Ditec, nella pagina la lettera della Fiom nazionale e veneziana ai sindacati internazionali
Cari amici e compagni, la multinazionale Assa Abloy ha deciso di chiudere l’attività produttiva della Ditec di Venezia, Quarto d’Altino, per delocalizzarla in Cina e in Repubblica Ceca. La decisione, se messa in atto, comporterà il licenziamento di 90 dei 120 lavoratori attualmente occupati nello stabilimento. Tale grave decisione è stata comunicata dall’amministratore delegato di Ditec Entrematic, Marco Zini, prima alla RSU (Rappresentanze sindacali) e successivamente ai lavoratori convocati in assemblea con la lettura di un comunicato aziendale che alleghiamo. Detto comunicato contiene la decisione dell’azienda di chiudere 3 siti di cui 2 in Italia e uno in Portogallo. Il comunicato riferisce inoltre che la direzione aziendale ha provveduto a “consegnare” la proposta industriale della divisione al Comitato aziendale Europeo. Non abbiamo avuto alcun riscontro dal Comitato aziendale Europeo né su una eventuale procedura di informazione e consultazione prevista dalla legislazione comunitaria, né richieste di contatti da parte del CAE o del suo presidente per avviare un rapporto con i siti dichiarati dall’azienda in delocalizzazione. La multinazionale svedese Assa Abloy ha inoltre a nostro avviso violato sia le procedure europee sia quanto contenuto dagli accordi interconfederali italiani in termini di diritti di ingformazione.e consultazione con il sindacato italiano.
2 L’azienda infatti è un’azienda sindacalizzata dove ci sono 3 rappresentanti sindacali, tutti e 3 della FIOM in quanto questa organizzazione rappresenta la maggiornaza assoluta degli iscritti. La decisione di chiudere lo stabilimento Ditec di Quarto d’Altino è stato come un fulmine a ciel sereno poichè la Ditec in questi anni ha aumentato il proprio fatturato e i propri profitti, con un buon posizionamento sul mercato sfornando prodotti di eccellenza ad alto valore aggiunto, ed ha maestranze altamente qualificate. In tanti anni di attività la Ditec di Quarto d’Altino non ha mai fatto ricorso ad ammortizzatori sociali e ha ottenuto da operai, tecnici e impiegati un impegno elevato per soddisfare i clienti e rispondere alle sollecitazioni del mercato. Per questo per noi è incomprensibile la scelta di Assa Abloy di procedere alla chiusura delle attività produttive dello stabilimento Ditec. Contro questa scelta incomprensibile i lavoratori e il sindacato hanno chiesto al Governo italiano di intervenire sulla proprietà, sull’amministratore delegato e sul presidente di Assa Abloy, affinché sia ritirata la decisione di chiudere le attività produttive dello stabilimento. Nel frattempo tutti i lavoratori sostenuti dai sindacati, dalle autorità locali, dai cittadini veneziani, stanno attuando un presidio permanente dello stabilimento per impedire che Assa Abloy , come annunciato, trasferisca gli impianti in Cina e in Repubblica Ceca. Vi chiediamo perciò di sostenere la lotta dei lavoratori della Ditec di Venezia, e di intervenire nelle forme che riterrete più valide sulla società Assa Abloy, che ha sede in Svezia, con la richiesta di ritiro della decisione di chiudere e trasferire le produzioni dello stabilimento. Cogliamo inoltre l’occasione per sollecitare una iniziativa comune della FEM e di tutti i sindacati metalmeccanici perché siano posti dalla legislazione europea dei vincoli di contrasto alle delocalizzazioni e allo strapotere delle multinazionali, che stanno mettendo in crisi il sistema industriale in tutta Europa, con conseguenze drammatiche per l’occupazione. Siamo sicuri che vi attiverete per sostenere la lotta dei lavoratori Ditec di Venezia. Restiamo a vostra disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento anche predisponendo, se necessario, una riunione diretta tra i sindacati interessati. Vi auguriamo buon lavoro e vi salutiamo cordialmente.
RSU Ditec Luca Trevisan General Secretary FIOM‐CGIL Venice Sabina Petrucci European Secretary
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