| FIOM CGIL - Il documento conclusivo del Comitato direttivo sulla crisi industriale | | Stampa | |
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A Porto Marghera la crisi sta colpendo tutti i settori industriali. Tra i metalmeccanici la crisi ha effetti pesantissimi in Alenia Aeronautica con l’annuncio da parte dell’azienda della chiusura di tutte le attività produttive e la cig per 400 lavoratori alla Fincantieri con una sola commessa acquisita per il cantiere e 540 lavoratori diretti in cig e migliaia di senza lavoro sugli appalti, in Alcoa con il crollo degli investimenti e la chiusura del primario, nelle imprese di appalto con la crisi del petrolchimico a cui si somma anche il rischio di chiusura della raffineria, in siderurgia con la ristrutturazione alla AFV Beltrame. La crisi viene usata dalle imprese per abbassare i diritti dei lavoratori, cancellare il sindacato e il contratto nazionale con effetti pesantissimi sulla condizione di lavoro e sulla sicurezza. Aumentano gli infortuni gravi e mortali come conseguenza del disimpegno delle imprese e dell’aumento dello sfruttamento e della precarietà. Per contrastare la crisi la FIOM è impegnata a rinnovare il contratto nazionale di lavoro, a difendere l’occupazione attraverso la richiesta del blocco dei licenziamenti e dell’estensione degli ammortizzatori sociali. A Marghera in tutti i gruppi industriali sono avviate vertenze di categoria per la difesa dell’occupazione ma non c’è un livello di vertenzialità territoriale in grado di affrontare il complesso dei problemi di Porto Marghera che rischia di essere cancellata dal panorama industriale del paese. Ne vi è occorre dire, di fronte alla drammaticità dei problemi occupazionali e degli effetti dei mancati impegni su Marghera da parte degli industriali veneziani, l’impegno che la crisi richiederebbe da parte delle istituzioni locali che sottovalutano le pesanti ripercussioni sociali ed economiche che rischiano di determinarsi in tutto il territorio veneziano. Per tutte queste ragioni il c.d. della FIOM Metropolitana di Venezia propone l’apertura di una vertenza generale su Porto Marghera con l’obiettivo di bloccare i processi di deindustrializzazione in atto, in chimica come nella metalmeccanica, e rimettere al centro il tema dello sviluppo e degli investimenti produttivi in tutto il sito di Porto Marghera.
In particolare ciò deve avvenire attraverso: - la richiesta di un tavolo con il governo per confermare la vocazione industriale dell’area e orientare le politiche di sviluppo delle aziende pubbliche presenti nel territorio quali Eni, Fincantieri, Finmeccanica, Enel.
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