VINYLS MARGHERA - Operai e sindacalisti sulla fiaccola a 150 metri. Scesi in serata a fronte della riapertura delle trattative | Stampa |

Dopo il nulla di fatto dell'incontro a Roma con il ministro dello Sviluppo economico, le tute blu della Vinyls sono in rivolta contro "l'immobilismo del governo' sui destini dell'azienda. "Si è scoperto il bluff, i lavoratori sono esasperati" hanno detto prima di raggiungere la cima di una delle torri del Petrolchimico di Marghera, a Venezia, per protestare contro "l'immobilismo del governo' sui destini dell'azienda.

La protesta è scoppiata dopo il nulla di fatto registrato ieri (24 novembre) a Roma nel corso dell'incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Il tavolo con i commissari straordinari, infatti, non aveva portato alcuna decisione sulle offerte giunte per i tre siti italiani della società. In serata i lavoratori hanno abbandinato la fiaccola dopo che il Ministero ha garantito la riapertura del tavolo tra le parti sociali e la cordata russo-svizzera che aveva avanzato l'interessamento di acquisto. Secondo la Cgil di Venezia questo non basta. Il segretario generale Roberto Montagner ha ribadito che il Ministro Paolo Romani deve venire a Venezia per illustrare quali sono le politiche industriali che il governo intende mettere in campo per affrontare complessivamente la crisi di tutto il territorio (nella foto a 150 metri da terra Maurizio Don, Uil; Sebastiano Bonzio e Pierangelo Pettenò, Federazione della Sinistra; Sandro Simionato, Vicesindaco di Venezia; Roberto Montagner, segretario generale Cgil Venezia)Gli altri due stabilimenti si trovano a Ravenna e Porto Torres, dove è partita la protesta dell'Isola dei cassintegrati all'Asinara. I lavoratori -  che si trovano a 150 metri  da terra -  hanno srotolato alcuni striscioni e messo in mostra le loro bandiere. "Dopo il fallimento del tavolo di ieri e l'inconsistenza del comunicato diffuso dal ministero  l'esasperazione dei lavoratori ha assunto toni diversi dalla pacatezza registrata nelle scorse settimane" ha detto  il segretario generale della Camera del Lavoro della Cgil di Venezia, Roberto Montagner. "Alla fine - osserva - si è scoperto il bluff. Il Ministro Romani venga qui a confermare che la chimica è strategica per l'Italia e a dire ai lavoratori quali politiche intende adottare per dare concretezza a questa sua affermazione". Sul posto sono arrivati anche i rappresentanti delle autorità locali. Il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, si dice fortemente preoccupato e chiede che ci sia un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. Posizione che trova d'accordo Paolino D'Anna, assessore provinciale al Lavoro. "Porto Marghera sta scoppiando: serve una soluzione nel più breve tempo possibile".

Morselli segretario nazionale FILCTEM-CGIL: “SIAMO DALLA LORO PARTE” “E cosa altro ci si può aspettare di fronte all' assenza assordante del Governo che continua - dopo mesi – a cincischiare, a rinviare la soluzione della vertenza Vinyls, scandalosamente ancora in alto mare nonostante si sia in presenza di proposte sul riavvio degli impianti?”, sbotta Alberto Morselli, segretario generale della Filctem-Cgil, alla notizia che questa mattina una decina di operai sono saliti sui camini del petrolchimico di Porto Marghera per protestare dopo il nulla di fatto dell'incontro di ieri a Roma.  “Siamo dalla loro parte – aggiunge Morselli -, dalla parte di chi, anche con rabbia, difende il valore e la dignità del proprio lavoro. Sarebbe del tutto insensato il solo prendere in considerazione quelle proposte che programmino la chiusura del polo veneziano”.

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni scrive al governo Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha espresso in una lettera al governo la preoccupazione per la situazione di Porto Marghera. Nella missiva, illustrando la criticità della vicenda Vinyls, il sindaco chiede di essere messo nelle condizioni di poter rassicurare tutti gli interessati dell’impegno del governo “per giungere il più rapidamente possibile ad una soluzione di un così grave problema che sta vivendo il più importante sito produttivo di tutta l’area veneziana”.

Operai Vinyls nella torre ricevono la visita del vice sindaco Il vice sindaco di Venezia, Sandro Simionato, e il delegato del sindaco per le Politiche del Lavoro, Sebastiano Bonzio, sono saliti questa mattina sulla torre Vinyls, a Porto Marghera, in segno di solidarietà con il gruppo di operai degli impianti che si trovano a quasi 150 metri di altezza per chiedere certezze circa il futuro del polo industriale veneziano. Durante l'incontro, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, fuori città per impegni istituzionali, ha espresso al telefono la sua vicinanza e quella dell'intera Amministrazione comunale ai lavoratori, garantendo la massima attenzione e  l'impegno ad attivarsi in tutte le sedi per ricercare una soluzione alla drammatica vicenda occupazionale.

Vinyls: Pettenò (FSV) salito sulla Torre Torcia, solidarietà a lavoratori chimica

Il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò e il segretario provinciale di Rifondazione Comunista e consigliere comunale Sebastiano Bonzio, delegato del sindaco di Venezia alle Politiche del lavoro, sono saliti in cima alla Torre Torcia, a 120 m. di altezza, a Porto Marghera, presso gli stabilimenti del Petrolchimico, per portare la propria solidarietà ed esprimere la completa vicinanza ai lavoratori della Vinyls che, per chiedere certezza sul futuro della chimica, sono stati costretti a salire sulle torri degli impianti industriali. Ad annunciarlo una nota del gruppo della Federazione della Sinistra Veneta di palazzo Ferro-Fini nella quale si rileva che “l’unica cosa che deve essere dismessa con urgenza è l’atteggiamento di grave ambiguità assunto dal ministro dello Sviluppo economico, che rischia di compromettere irreparabilmente l’avvio di un percorso di valutazione delle offerte d’acquisto degli impianti Vinyls, in particolare quella formulata dal gruppo elvetico”. “È necessario, quindi - si legge ancora nella nota di FSV - che il ministro dello Sviluppo economico operi con la massima rapidità e urgenza le verifiche che si è riservato di effettuare, dimostrando che il Governo intende concretamente operare per il mantenimento della chimica, a Porto Marghera come nel resto del Paese, quale asse industriale strategico”. “Eni, che da tempo ha assunto il ruolo di spettatore esterno - conclude la nota - è l’altra parte decisiva del rilancio della chimica e deve essere indotto ad agire nel modo più efficace per il perseguimento di questo obiettivo: anche su questo si misurerà l’effettiva volontà del Governo di dare un futuro ai lavoratori e all’industria chimica italiana”.